Il Tema Geomantico

Per redigere un tema geomantico servono soltanto carta e penna, e naturalmente un po’ di pazienza. La domanda deve essere formulata in modo molto preciso e scritta in cima al foglio di carta (nuovo e bianco). Se ad esempio il consultante desidera sapere se un flirt diventerà qualcosa di serio non chiederà “come andrà con tizio?” ma piuttosto “nascerà un vero rapporto sentimentale tra me (il suo nome) nato/a il (la sua data di nascita) e (il nome dell’altra persona) nato/a il (la data di nascita dell’altra persona)?” Dopodiché, picchiettando la penna sul lato sinistro del foglio il consultante traccerà istintivamente sedici file di puntini, una sotto l’altra, pensando intensamente alla sua domanda. Il numero dei puntini deve essere assolutamente casuale.

Lo Scudo Geomantico

Fig. 1, Con i segni finali delle prima quattro file si genera la prima madre

Dopo aver picchiettato sul foglio, il consultante accoppierà i puntini di ogni fila finché, alla fine della fila, non resta che una coppia di puntini o un puntino spaiato (vedi fig. 1). Con i puntini finali delle prime quattro file generà il tetragramma della prima madre, con quelli delle quattro file dalla quinta all’ottava genererà il tetragramma della seconda madre, con quelli delle quattro file dalla nona alla dodicesima genererà il tetragramma della terza madre e con quelli dalla tredicesima alla sedicesima genererà il tetragramma della quarta madre.

Fig. 2, Lo Scudo Geomantico

Una volta generate le quattro madri si generano le figlie. Come puoi vedere nell’immagine (vedi fig. 2) per generare la prima figlia (V Casa) basta riportare i segni delle “teste” delle madri (colore giallo), per generare la seconda figlia (VI Casa) basta riportare i segni dei “colli” delle madri (colore verde), per generare la terza figlia (VII Casa) basta riportare i segni dei “ventri” delle madri (colore azzurro) e per generare la quarta figlia (VIII Casa) basta riportare i segni dei “piedi” delle madri (colore arancione). Come puoi notare i segni sono riportati da destra verso sinistra.

Fig. 3, La copulazione

Una volta generate le quattro figlie si generano le nipoti. La prima nipote (IX Casa) si genera “copulando” le prime due madri, la seconda nipote (X Casa) copulando la terza e la quarta madre, la terza nipote (XI Casa) copulando la prima e la seconda figlia e la quarta nipote (XII Casa) copulando la terza e la quarta figlia. La tecnica della “copulazione” (vedi fig. 3) consiste semplicemente nel contare i numeri di punti nei quattro settori del tetragramma (testa, collo, ventre e piedi). Se il numero è pari si riportano due punti, se dispari se ne riporta uno solo. In questo esempio la testa della prima nipote è composta da due punti poiché le teste delle prime due madri sono composte da quattro punti (pari), il collo invece è composto da un solo punto poiché i colli delle prime due madri sono composte da tre punti (dispari). Dopo aver generato le quattro nipoti si generano i due testimoni, quello del passato copulando la prima e la seconda nipote e quello del futuro copulando la terza e la quarta. Infine si genera il giudice copulando i due testimoni.

La Carta Astrogeomantica

Fig. 4, Il metodo astrogeomantico

Il metodo astrogeomantico è molto diverso da quello classico e, in certo senso, è una sorta di fusione tra la geomanzia e l’astrologia oraria. La differenza sostanziale di questo metodo è che le figure geomantiche sono usate solamente come riferimento logico per attribuire segni e pianeti alle case. Inoltre le figure delle madri rappresentano le quattro case angolari, cioè la I, la IV, la VII e la X, le figure delle figlie rappresentano le case succedanee, cioè la II, la V, la VIII e la XI, e le figure delle nipoti rappresentano le case cadenti, cioè la III, la VI, la IX e la XII (vedi fig. 4).

Prendendo come esempio le figure dello scudo geomantico usato in precedenza (vedi fig. 2), quello che segue è il procedimento per creare una carta astrogeomantica (vedi fig. 5).

Fig. 5, Esempio di carta astrogeomantica

La prima madre è Conjunctio e il suo segno è quello della Vergine, pertanto attribuiamo alla prima casa quel segno e alle case successive, in senso antiorario, i segni che succedono alla Vergine, quindi Bilancia in II, Scorpione in III, Sagittario in IV, Capricorno in V, Acquario in VI, Gemelli in VII, Ariete in VIII, Toro in IX, Gemelli in X, Cancro in XI e Leone in XII. Dopodiché prendiamo il pianeta che governa la figura geomantica (non il segno zodiacale) e lo riportiamo all’interno della casa corrispondente, sempre in senso antiorario ma secondo l’ordine delle case specifico del metodo astrogeomantico, quindi: le madri in I, IV, VII e X, le figlie in II, V, VII e XI e le nipoti in III, VI, IX e XII. Di conseguenza avremo Mercurio in I, Saturno in II, Mercurio in III, Luna in IV, Venere in V, Marte in VI, Giove in VII, Giove in VIII, Venere in IX, Giove in X, Marte in XI e Venere in XII.

L’Interpretazione del Tema Geomantico

Fig. 6, Esempio di Tema Geomantico (con lo Scudo Geomantico e la Carta Astrogeomantica)

Redigere un tema geomantico è piuttosto semplice, ma la sua interpretazione è decisamente complessa. Sebbene per redigere un tema non siano necessari calcoli laboriosi per interpretarlo correttamente e trarne un responso attendibile occorre un’approfondita conoscenza delle figure geomantiche, nonché un minimo di cultura astrologica (specialmente se ci si appresta a realizzare anche la carta astrogeomantica). Per quanto riguarda il metodo classico è sufficiente la conoscenza delle sedici figure geomantiche e delle dodici case astrologiche, per quanto riguarda quello astrogeomantico è necessaria anche la conoscenza di segni, pianeti, case e aspetti. Personalmente prediligo la semplicità e l’immediatezza del metodo classico. In primis perché è quello tradizionale ed è stato usato da più di sei secoli, in secundis perché utilizza la figure per ciò che effettivamente rappresentano, e non come un semplice sistema attraverso il quale ricavare segni e pianeti. Di fatto il metodo astrogeomantico è molto più moderno e, in un certo senso, non rispetta le figure geomantiche per ciò che sono, bensì le utilizza arbitrariamente per attribuire segni e pianeti alle case. Per la geomanzia classica invece la figura non è semplicemente un “pianeta” e un “segno”, ma bensì il pianeta nel segno esprime, per cosignificanza, una specifica qualità, favorevole o sfavorevola a seconda della propria natura. Venere in Toro, ad esempio, non è di per sé sfavorevole, ma Amissio esprime la sua natura potenzialmente sfavorevole. Nel metodo astrogeomantico Amissio è semplicemente Venere o Toro e quindi la possibilità di significati divinatori all’interno del tema si dilata a dismisura e la figura geomantica perde il suo significato originario. In ogni modo la carta astrogeomantica, così come non è fondamentale, non è per forza da escludere, bensì può fungere da coadiuvante all’oroscopo. Bisogna quindi considerarla come uno strumento avanzato con il quale approfondire l’esito del responso dal punto di vista del simbolismo astrologico classico.

Fig. 7, Esempio di un classico Tema Geomantico

Fatta questa premessa, passiamo ora ad analizzare lo scudo geomantico e a capire come interpretarlo correttamente. Nella fig. 7 abbiamo eliminato la carta astrogeomantica e quindi ci concentreremo esclusivamente sulle figure e sulle case che occupano seguendo il metodo classico.

La consultante ha chiesto se il rapporto con il partner si ufficializzerà con una convivenza. La prima casa da considerare è la I, quella del consultante, la seconda da considerare è la VII, quella del matrimonio, dopodiché si considerano la XIII, quella del testimone del passato, la XIV, quella del testimone del futuro e la XV, quella del giudice. In casa I troviamo Albus, in casa VII troviamo Via, in casa XIII troviamo Puer, in casa XIV troviamo Laetitia e in casa XV troviamo Acquisitio. Il responso è senz’altro positivo, ma per avere maggiore chiarezza, dato che in VII troviamo Via (che è una figura ambivalente), creiamo la figura della XVI casa, sommando la XV con la I. La somma restituisce la figura di Caput Draconis, quindi il responso è assolutamente positivo. Volendo cercare un ulteriore conferma si possono considerare anche le case derivate. La casa che può rappresentare la convivenza è la X, poiché è la IV della VII. In casa X troviamo nuovamente Acquisitio e abbiamo così ottenuto un altro riscontro favorevole alla domanda della consultante.

Approfondimento del Tema Geomantico

Naturalmente, oltre ad un secco “Sì” o “No” è possibile fare un’analisi più approfondita, ad esempio esaminando tutte le case in cui compaiono le figure che contribuiscono al responso, nonché quelle sfavorevoli (se si trovano in più di una casa).

Albus si trova, oltre che in I casa, anche in VI e VIII. Via si trova, oltre che in VII, anche in III. Puer si trova, oltre che in XIII, anche in XII. Laetitia si trova, oltre che in XIV, anche in IX. Acquisitio si trova, oltre che in XV, anche in X e XI. Caput Draconis, oltre che in XVI, si trova anche in V. Inoltre abbiamo Amissio (figura sfavorevole) in II e in IV.

Ora sviscerare tutti i significati corrispondenti di queste figure in quelle case non è necessario. Il mio intento è semplicemente quello di invitare colui che si appresta ad utilizzare il metodo geomantico a non soffermarsi solo sulle figure e sulle case che contribuiscono al responso, bensì ad analizzare il tema in tutta la sua complessità.

Alcune Regole Fondamentali

La prima regola fondamentale è che se nella prima casa compare Cauda Draconis il foglio di carta va immediatamente distrutto e si deve riformulare la domanda. Cauda Draconis in prima casa ci segnala infatti che la domanda non è stata posta nei termini più appropriati alla sua natura.

La seconda regola è che le figure delle madri non devono essere identiche a quelle delle figlie.

La terza regola è che il giudice deve essere una figura imparziale, cioè una figura la cui somma dei punti è pari, altrimenti significa che è stato fatto un errore durante la costruzione del grafico (non è una regola campata in aria, ma pura matematica).

Naturalmente alcuni geomanti seguono anche altre regole, ma personalmente tendo a non considerarle importanti.