Astrogeomanzia

L’astrogeomanzia è un’arte divinatoria che combina geomanzia e astrologia. Il geomante, mediante un sistema di corrispondenze zodiacali e planetarie (e ce n’è più di uno), utilizza le figure geomantiche per creare una carta astrale da zero. Per creare una carta astrogeomantica esistono diversi metodi, i più famosi e utilizzati sono quello di Agrippa e quello di Gherardo da Cremona.

Il metodo di Agrippa

Fig. 1 | Scudo e Carta Astrogeomantica secondo il “Metodo Agrippa”

Il Metodo Agrippa consiste nella creazione dello scudo geomantico mediante il metodo classico, ma senza creare le “figure di corte”, ovvero i due testimoni e il giudice. Dopodiché si procede nella creazione della carta astrogeomantica in questo modo:

La prima madre determina l’ascendente, cioè il segno zodiacale che occuperà la I Casa e al quale seguiranno gli altri segni secondo il loro ordine astrologico. Nell’esempio (Fig. 1) la prima madre è Populus, quindi il segno zodiacale del Cancro occuperà la I Casa, seguirà il Leone in II Casa, la Vergine in III Casa, la Bilancia in IV Casa, e così via.

Successivamente s’inseriscono i pianeti nelle case in base al pianeta che “governa” la figura geomantica, ma secondo un ordine diverso rispetto a quello dello scudo geomantico. Se nella geomanzia classica le quattro “madri” rappresentano le prime quattro case, nel Metodo Agrippa le quattro “madri” sono le “case angolari”, cioè la I, la IV, la VII e la X. Lo stesso vale per le “figlie”, che sono le “case succedanee”, cioè la II, la V, la VIII e la XI, e per le “nipoti”, che sono le “case cadenti”, cioè la la III, la VI, la IX e la XII.

Nell’esempio le prime quattro madri sono Populus, Fortuna Major, Puella e Tristitia. Pertanto in I Casa c’è la Luna, in IV Casa il Sole, in VII Casa Venere e in X Casa Saturno. Le quattro figlie sono Albus, Populus, Conjunctio e Caput Draconis. Pertanto in II Casa c’è Mercurio, in V la Luna, in VIII di nuovo Mercurio e in XI il Nodo Lunare Nord. Le quattro nipoti sono Fortuna Major, Amissio, Albus e Tristitia. Pertanto in Casa III c’è il Sole, in Casa VI Venere, in Casa IX Mercurio e in Casa XII Saturno.

Il metodo di Gherardo di Cremona

Fig. 2 | Carta Astrogeomantica secondo il “Metodo Gherardo di Cremona”

Il Metodo Gherardo di Cremona non consiste nel creare lo scudo geomantico, bensì nel creare una figura geomantica per determinare l’ascendente, e successivamente nel fare quattro file di punti per ognuno dei pianeti (compresi il Nodo Lunare Nord e il Nodo Lunare Sud) in modo tale da determinare la loro posizione nella carta astrogeomantica.

Nell’esempio (Fig. 2) la figura geomantica creata è Via, pertanto la I Casa è occupata dal segno del Cancro, la II Casa dal Leone, e così via (come nell’esempio precedente). Dopodiché si determina la posizione del Sole. Quindi, con lo stesso procedimento per creare una figura geomantica, si fanno quattro file di punti. Si calcola il numero di punti, in questo caso sono 61, e si dividono per 12. Il resto determina la casa che occupa il pianeta. In questo caso il resto è 11. Pertanto il Sole occupa l’undicesima casa. Dopodiché, con lo stesso procedimento, si determina la posizione degli altri pianeti, dopo il Sole, in quest’ordine: Luna, Venere, Mercurio, Saturno, Giove, Marte, Nodo Lunare Nord e Nodo Lunare Sud.

Pregi e difetti dei due metodi

Entrambi i metodi astrogeomantici hanno i loro pro e i loro contro.

Il Metodo Agrippa utilizza lo scudo geomantico, pertanto la posizione dei pianeti è determinata dalle figure geomantiche dello scudo. Per contro il fatto che alcuni pianeti occupano più di una casa, e alcuni non ne occupano nessuna, determina una carta astrale un po’ insolita rispetto ad un vero grafico astrologico. Ma il vero problema non è la verosimilità della carta, bensì la sua confusione. Come possiamo infatti interpretare un pianeta che occupa più di una casa? Come determiniamo i significatori all’interno del grafico relativamente alla domanda posta dal consultante? Il Metodo Gherardo di Cremona invece determina un grafico nel quale i pianeti occupano una sola casa, tuttavia non prende in considerazione le figure geomantiche. Con questo metodo la domanda sorge spontanea: perché utilizzare la geomanzia per creare una carta astrale quando si può ricorrere ad una carta oraria in cui la posizione dei pianeti è reale e non tirata a sorte?

Un nuovo metodo astrogeomantico

Fig. 3 | Carta Astrogeomantica

Dal momento che né il Metodo Agrippa, né quello di Gherardo di Cremona, mi soddisfa particolarmente, ho deciso di elaborare un nuovo metodo per creare una carta astrogeomantica.

Innanzitutto si crea lo “scudo geomantico” e si determina l’ascendente come nei due metodi precedenti. Dopodiché si inseriscono i pianeti in base alla figura geomantica all’interno delle case senza considerare le quattro madri come case angolari, né figlie e nipoti come case succedanee e cadenti (vedi grafico a sinistra in Fig. 3). Naturalmente, come il Metodo Agrippa, ci sono molti pianeti che occupano più case contemporaneamente all’interno della carta astrale. Per “correggere” questo inconveniente si calcola quella che definisco la “posizione relativa” del pianeta. In questo modo:

Mercurio occupa la I, la IV, la V e l’VIII Casa. Per calcolare la sua “posizione relativa” e scoprire la casa che effettivamente occupa il pianeta si sommano i punti delle figure geomantiche di natura “mercuriale”. Quindi: Conjunctio in I Casa (6 punti) + Albus in IV Casa (7 punti) + Conjunctio in V Casa (6 punti) + Conjunctio in VIII Casa (6 punti) = 25. Per trovare questa “venticinquesima casa” basta procedere a contare le case contando la I Casa come XIII, la II come XIV, la III come XV e così via. In questo caso la casa occupata da Mercurio è la I. Dopodiché si procede allo stesso modo con tutti i pianeti che compaiono in più di una casa. Così facendo si trova la posizione relativa del pianeta (vedi grafico a destra in Fig. 3) e la carta astrale è più facile da interpretare. Al centro del grafico inseriamo anche i pianeti delle tre figure di corte: il testimone del passato, quello del futuro e il giudice. Tuttavia nel contare le case, per trovare la posizione relativa del pianeta, le “case geomantiche”, cioè le tre “figure di corte”, non vanno considerate. Inoltre i pianeti che compaiono una sola volta nella carta astrale occupano la posizione determinata dalla figura e non è necessario alcun calcolo supplementare.

Naturalmente anche questo metodo ha i propri limiti, tuttavia il vero scopo dell’astrogeomanzia non è quello di creare una carta astrale verosimile alla carta di astrologia oraria, bensì quella di approfondire il responso dello scudo attingendo al sapere astrologico.

Esempio di lettura di una carta astrogeomantica

Fig. 4 | Carta Astrogeomantica

La consultante si è da poco separata, ma desidera sapere se il partner è ancora innamorato di lei e soprattutto se sarà possibile un riavvicinamento.

Solo considerando la figura del giudice, che è Fortuna Major, potremmo rispondere alla consultante “sì, è ancora innamorato di te”, e considerando la figura del testimone del futuro, Albus, potremmo aggiungere “e avrai sue notizie”. Da un punto di vista geomantico infatti, il responso dato da Fortuna Major è assolutamente inequivocabile, così come altri “indizi divinatori” presenti nello scudo, in primis Conjunctio in VII Casa. Inoltre Fortuna Major si trova anche in IX Casa, la casa dell’immateriale oltre che dei lunghi viaggi, e ci suggerisce l’ipotesi che c’è stata, e forse c’è ancora, tra i due un’intesa profonda e, in un certo senso, inscalfibile. Le restanti figure, tuttavia, non sono generalmente favorevoli e la figura di Fortuna Major, benché compaia due volte, si potrebbe definire un po’ “afflitta”, tanto per usare il linguaggio astrologico, dalle altre figure. Di fatto, se creiamo la figura del giudice supremo, copulando la XV (il giudice) con la I (l’ascendente), otteniamo la figura di Amissio, presente in II Casa. Ciò potrebbe proporci due ipotesi. La prima è che la natura del “problema” potrebbe essere di tipo economico, la seconda che le possibilità di un riavvicinamento concreto sono per il momento un po’ scarse. Da questa analisi si capisce che il responso è sì positivo, ma solo superficialmente. Quindi è probabile che il partner sia effettivamente ancora innamorato della consultante e che tra i due ci saranno ulteriori contatti, ma che l’ipotesi di un concreto riavvicinamento sia da scartare.

Con la carta astrogeomantica possiamo approfondire ulteriormente la nostra analisi. In I Casa (Capricorno) troviamo Saturno (la consultante) che ritroviamo in XIII Casa (Il Testimone del Passato). In II Casa (Acquario) troviamo Venere (l’amore) opposto a Giove (la fortuna) congiunto a Mercurio (la comunicazione) in VIII Casa (Leone). In IV Casa (Ariete) troviamo la Luna (la donna). In XII Casa (Sagittario) troviamo il Sole (l’uomo), che ritroviamo in XV Casa (il Giudice), congiunto al Nodo Lunare Sud (le esperienze negative). Senza dilungarsi troppo nello sviscare i singoli significati dei pianeti nei segni e nelle case, possiamo raggiungere questa conclusione:

In passato la consultante ha dimostrato un eccesso di rigidità nel rapporto, specialmente per quanto riguarda certe questioni, forse di carattere economico. Questo comportamento ha fatto sì che il partner abbia proiettato sulla figura di lei qualche “fantasma” del passato, e che nel tempo abbia sviluppato una percezione della donna un po’ negativa, forse la figura di una matriarca, di una madre-padrona ossessionata dal controllo, saggia ma autoritaria. Ciò nonostante il partner è ancora ben disposto al dialogo, e quindi a confrontarsi con la consultante in merito a determinate problematiche che hanno incrinato il rapporto. In questo senso il responso è comunque favorevole, poiché, sebbene non ci siano grosse possibilità di un riavvicinamento nell’immediato, è possibile per la consultante fare ulteriori tentativi per “risistemare le cose”, purché metta da parte ogni forma di pregiudizio e che comprenda profondamente le ragioni dell’altro. Il partner infatti non appare come un uomo negativo, bensì come una figura solare e aperta a confrontarsi. L’unico aspetto un po’ negativo, forse, è un approccio alla comunicazione di tipo “mercuriale”, un po’ strategico. Pertanto, un ulteriore consiglio alla consultante è quello di misurare le parole e di avvicinarsi il più possibile alla tipologia di comunicazione adottata dalla controparte. In parole povere, tutto dipende dalla capacità, da parte di entrambi, nel riuscire a comunicare nel modo più empatico possibile, in modo tale da recuperare quell’intesa profonda che c’era in passato, prima che le cose prendessero una piega negativa.

Ulteriori consigli per un analisi efficace dello scudo e della carta astrogeomantica:

Considerare i pianeti e i segni presenti sul grafico sempre relativamente alle figure geomantiche con le quali vengono ottenuti. Una Venere ottenuta da Amissio, ad esempio, è fondamentalmente negativa (retrograda), viceversa se ottenuta da Puella.

Considerare testimoni e giudici come figure chiave per la formulazione del giudizio divinatorio. Se il giudice è una figura assolutamente favorevole, ad esempio, le figure che lo “affliggono” non sono necessariamente incompatibili con il giudizio divinatorio, bensì sono da considerare problematiche più profonde da sviscerare attentamente, affinché il consultante comprenda come meglio agire affinché le cose evolvano in modo positivo. Lo stesso vale se il giudice è una figura sfavorevole, eventuali figure positive indicano i punti di forza sui quali il consultante deve far leva affinché le cose vadano per il verso giusto.

Considerare i principali aspetti tra i pianeti: congiunzioni, sestili, quadrature, trigoni e opposizioni.

Aspetto di congiunzione (0°): l’aspetto di congiunzione, in geomanzia, si riferisce alla casa seguente quella presa in esame, quindi la I è in congiunzione con la II, la II con la III, la III con la IV, e così via.

Aspetto di sestile (60°): l’aspetto di sestile, in geomanzia, si riferisce alla casa separata da una casa rispetto a quella presa in esame, quindi la I è in sestile III, la II con la IV, la III con la V, la IV con la VI, la V con la VII, la VI con l’VIII, la VII con la IX, l’VIII con la X, la IX con la XI, la X con la XII, la XI con la I.

Aspetto di quadratura (120°): l’aspetto di quadratura, in geomanzia, si riferisce alla casa separata da due case rispetto a quella presa in esame, quindi la I è in quadratura con la IV, la II con la V, la III con la VI, la IV con la VII, la V con l’VIII, la VI con la IX, la VII con la X, l’VIII con l’XI, la IX con la XII, la X con la I, l’XI con la II, la XII con la III.

Aspetto di trigono (120°): l’aspetto di trigono, in geomanzia, si riferisce alla casa separata da tre case rispetto a quella presa in esame, quindi la I è in trigono con la V, la II con la VI, la III con la VII, la IV con l’VIII, la V con la IX, la VI con la X, la VII con l’XI, l’VIII con la XII, la IX con la I, la X con la II, l’XI con la III, la XII con la IV.

Aspetto di opposizione (180°): l’aspetto di opposizione, in geomanzia, si riferisce alla casa separata da cinque case rispetto a quella presa in esame, quindi la I è in opposizione alla VII, la II all’VIII, la III alla IX, la IV alla X, la V all’XI, la VI alla XII.

Sestile e trigono rappresentano aspetti favorevoli, mentre quadratura e opposizione sono aspetti sfavorevoli. La congiunzione è un aspetto neutro e il fatto che sia favorevole o sfavorevole dipende dalla natura delle figure congiunte.

Analizzare la carta astrogeomantica nella sua complessità. Analizzare ogni singolo pianeta in ogni singola segno e in ogni singola casa può generare confusione. Una sovrabbondanza di informazioni non chiarisce l’esito del responso. Limitarsi ad interpretare i simboli astrologici per ciò che sono relativamente alla domanda posta dal consultante. Se la domanda è di natura sentimentale, non ci interessa approfondire altri ambiti.

Cercare sempre di ottenere un giudizio divinatorio secco (“si” o “no), ma anche un consiglio pratico. Lo scopo della geomanzia non è semplicemente quello di “predire il futuro”, bensì di aiutarci a comprendere il divenire e di porsi nei suoi confronti nel modo più costruttivo possibile. Sono rari i casi in cui un responso è totalmente positivo o negativo, un serio giudizio divinatorio è costituito da un insieme multiforme di sfumature. Dunque, il nostro responso deve essere diretto ed essenziale, ma deve poterci fornire dettagli preziosi per far sì che le cose evolvano in modo positivo. Il futuro non è scritto da nessuna parte, ma lo costruiamo ogni momento con le nostre azioni. La geomanzia, così come altri sistemi divinatori, ci permette di “calibrare” il nostro comportamento affinché risulti costruttivo e benefico, per noi e per gli altri.