La Geomanzia

La geomanzia, al pari dell’Astrologia (di cui è “figlia”), è tra le più antiche tecniche divinatorie al mondo. Il suo nome deriva dalle parole greche geō (terra) e manteía (divinazione) poiché ai suoi albori il metodo geomantico consisteva nel trarre presagi dai segni naturali o artificiali tracciati sul terreno.

Nella geomanzia moderna il metodo più usato (ma non è l’unico) consiste invece nel picchiettare una penna su un foglio di carta tracciando delle sequenze di segni in fila. Dopodiché, i segni vengono raggruppati a due a due finché, alla fine di ogni fila, non resta che una coppia di segni o un segno spaiato. Ogni quattro fila di segni si estrapola un tetragramma, detto “figura geomantica”, e in virtù del quaternario, le figure estrapolabili sono in tutto 16.

16 sono anche le serie di fila necessarie per redigere un tema geomantico, detto anche “scudo geomantico”, poiché dai quattro tetragrammi estrapolati, detti “madri”, ne vengono estrapolati altri dodici: “quattro figlie”, “quattro nipoti”, “due testimoni” (quello del passato e quello del futuro) e “due giudici” (il secondo è facoltativo ed è chiamato “giudice supremo”).

“Madri”, “figlie” e “nipoti” del tema geomatico sono l’equivalente delle dodici case astrologiche e sono fondamentali al geomante per definire i significati delle figure in merito alla domanda posta. I 16 tetragrammi infatti sono abbastanza ambivalenti e, sebbene la tradizione affidi ad ognuno di essi un certo grado di “beneficità” o “maleficità”, a seconda della domanda e della casa che occupano possono assumere significati diversi. Le quattro case geomantiche (dalla XIII alla XVI) invece sono esclusive del metodo geomantico e rappresentano una sorta di sintesi del responso.

Redigere un tema geomantico è semplicissimo, poiché le figure sono generate da un banale calcolo binario, ma la sua interpretazione è decisamente più complessa. Ogni figura infatti, al di là dei propri cosignificanti planetari e zodiacali (dei quali tra l’altro non c’è una scuola di pensiero unanime), non è che un archetipo, cioè un’idea predeterminata dell’inconscio. Ogni simbolo geomantico rappresenta molto più che un’insieme di significati divinatori. Sarebbe più opportuno parlare di insiemi di metaconcetti con i quali il geomante può sviluppare un dialogo profondo, e quindi trarre un oroscopo.

Se l’astrologo ricerca il futuro, inteso come l’essere in divenire, nella superficie del cielo, il geomante lo ricerca nella superficie della terra, che è il riflesso del cielo (“come in cielo così in terra”). Uno guarda in alto e l’altro guarda in basso, e poiché ciò che è in alto è come ciò che in basso e ciò che in basso è come ciò che in alto entrambi utilizzano fondamentalmente lo stesso linguaggio, quello del simbolico.

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